Il gioco d’azzardo delle slot machine ed i rifiuti

Che dire: in attesa che avvenga una regolamentazione ed una “rivoluzione” nazionale relativamente al mondo del gioco d’azzardo lecito ogni Comune cerca di “arrangiarsi” come può per combatterlo. In tutta la Penisola -e da queste righe lo abbiamo sottolineato più volte- da Nord a Sud, da Est ad Ovest ogni Sindaco con le relative amministrazioni tenta “in proprio” di risolvere questo “disagio” dilagante che sembra essere “il padre di tutti i mali”. Quando non si sa a chi dare la colpa della “cattiva gestione” di un Comune si parla di “gioco d’azzardo patologico” e che da quando esiste questa problematica, non esista altro su cui discutere e per il quale combattere. Quindi, anche la zona di Napoli, non si “toglie” da queste “iniziative” comunali e con una mozione propone la riduzione del 50% sulla tassa dei rifiuti agli esercizi che spontaneamente toglieranno dalla propria attività le “famigerate macchinette” che tanto scompiglio portano tra i cittadini.

Nella mozione si legge che dato che l’amministrazione comunale non ha il potere di iniziative dirette per contrastare “questa piaga sociale dilagante”, mentre ha il potere fiscale facendosi anche forte che “in tutte le città d’Italia le amministrazioni si stanno muovendo per disincentivare questo tipo di gioco”, si chiede a sindaco e giunta di incentivare gli esercizi commerciali che fossero disposti ad eliminare dal proprio locale le slot machine, proponendo la riduxione di non meno del 50% della tassa sui rifiuti. Povero “gioco”: altre armi disponibili per distruggerlo?